«Le madri si guardavano intorno cercando i figli piccoli, spinte da una sensazione a cui non avrebbero saputo dare un nome. Le altre giovani prendevano per mano i fidanzati. I raggi del sole splendevano fra gli alberi, come sempre – i salici assonnati, le folate di vento caldo che soffiavano sulle coperte da picnic – ma il senso di familiarità della giornata era turbato dal solco che le ragazze si andavano aprendo in mezzo al mondo normale. Fluide e incuranti come squali che tagliano l’acqua.» Le ragazze, pag. 6

Le ragazze è il primo romanzo della giovane scrittrice statunitense Emma Cline. In Italia è stato pubblicato nel 2016 da Einaudi e tradotto da Martina Testa.

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Le ragazze di Emma Cline

La storia comincia nel 1969 in California. Evie Boyd è una quattordicenne con il bisogno disperato di attenzione. Desidera che qualcuno o qualcosa possa cambiare radicalmente la sua vita. Un giorno conosce Suzanne e le sue amiche. Sono sfacciate, hanno uno stile di vita anticonformista e portano i capelli lunghi. In seguito Evie scopre che vivono  in un ranch insieme a Russell, che con il suo carisma magnetico riesce a imporre la sua volontà a tutti gli altri adepti. In un angolo della mente, Evie sa che c’è qualcosa di strano, ma non riesce a comprendere appieno il male che scaturirà da quel luogo e dalle persone che vi abitano.

In questo libro è evidente il richiamo alla storia della Family di Charles Manson, inclusa la deriva sanguinaria nelle ville californiane. Tuttavia, il romanzo si serve di quest’ambientazione per sottolineare il vero tema: il bisogno di amore e di accettazione da parte degli altri. Data l’incapacità della vera famiglia di Evie di amarla e di accettarla, la ragazzina trova l’affetto in Suzanne, una delle seguaci della famiglia di Russell.

La prosa di Emma Cline è matura e profonda. Attraverso metafore e descrizioni quasi poetiche, l’autrice riesce a evocare la malinconia, la solitudine, l’insoddisfazione e la rassegnazione per un’esistenza infelice, ma soprattutto il desiderio lacerante di amare ed essere amati. Il ritmo è incalzante e alternato con sapienza a momenti più riflessivi. Nonostante Russell sia descritto come un uomo carismatico e dalla personalità magnetica, mi è sembrata più affascinante e misteriosa la sua adepta Suzanne: la persona che suscita l’affetto, la paura e l’ammirazione di Evie. I dettagli che ricostruiscono la vita nel ranch sono crudi e realistici, sembra quasi di vedere il degrado e la droga che consumano i seguaci di Russell.

Per essere un romanzo d’esordio, l’ho trovato davvero affascinante. Emma Cline è una scrittrice promettente con la capacità rara di dipingere con poche pennellate sensazioni, stati d’animo, luoghi e situazioni.

Voto complessivo: 8