Barbara Salardi

"We are all stories in the end. Just make it a good one."

Breve guida ai personaggi femminili da evitare nelle nostre opere

1. Bella Swan (ovvero: il foglio di carta bianco)

Bella Swan (Kirsten Stewart)

Chi è:

In Twilight, Bella non ha neppure una qualità che la renda un personaggio interessante. Dimostra di avere pochissima personalità, sia nei libri sia nei film, e diventa relativamente “interessante” tramite l’inclusione del suo fidanzato scintillante e opprimente. Inoltre, alimenta una mentalità dannosa secondo la quale una ragazza adolescente ha bisogno di un compagno per realizzarsi, in particolare se lui è molto più vecchio e gli piace guardarti dormire.

Esempi:

Bella viene accolta a scuola da una ragazza amichevole ed estroversa che la fa sedere fra lei e i suoi amici. Nonostante la gentilezza della ragazza, Bella la ignora bollandola come la tipica cheerleader superficiale, e passa il tempo a lanciare sguardi malinconici al ragazzo dall’altra parte della mensa. Quando Edward diventa il suo ragazzo ufficiale, lei ha non più il benché minimo interesse per i suoi nuovi amici poiché la sua vita ora ruota completamente intorno a lui.

Come evitarla:
  • Ai personaggi femminili è permesso avere una vita al di fuori dei propri partner. Possono avere amici, manie, hobby e interessi. Non abbiate paura di dargliene.
  • I migliori rapporti nelle storie di fantasia si basano su due personaggi che si completano a vicenda, non un personaggio che ruota intorno a un altro. Fate in modo che la vita del vostro personaggio femminile non sia accentrata sulla sua dolce metà.
  • I personaggi femminili forti non disprezzano le altre ragazze, anche se sono cheerleader espansive. Non sei migliore solo perché sei pallida e introversa.
  • Dategli delle aspirazioni oltre ad avere un fidanzato molto più vecchio e opprimente. Anzi, non dategli affatto un fidanzato molto più vecchio e opprimente. Tuttavia, se volete che abbiano un partner, dategli una persona alla quale importi dei loro interessi e che accetti il fatto che abbiano una vita e degli obiettivi al di fuori del rapporto di coppia.

2. Molly Hooper (ovvero: il romantico sacco da boxe)

Molly Hooper (Louise Brealey)

Chi è:

Proprio come molte altre cose in Sherlock della BBC, Molly era un’idea splendida che è andata progressivamente peggiorando. Fra le sue caratteristiche spiccavano la sua tenacia silenziosa e la sua intelligenza emotiva, e un personaggio con una base così solida avrebbe potuto superare l’infatuazione per Sherlock e trovare la propria realizzazione. E invece no!

Esempi: 

È rimasta infatuata con ostinazione per tutti i cinque anni della serie di un uomo ambiguamente gay che, in sostanza, l’ha trattata male, portandola all’umiliazione pubblica senza alcuna pertinenza con la trama o una sua risoluzione. Peraltro, l’infatuazione per Sherlock ha usurpato rapidamente tutte le sue altre caratteristiche, arrivando a una caratterizzazione sempre più immatura con la quale è difficile simpatizzare.

Come evitarla:
  • Nessuno vi vieta di creare personaggi femminili tranquilli, gentili e riservati (al contrario di quanto si crede, un personaggio femminile non deve essere chiassoso, duro o violento per essere considerato “forte”), ma ricordate che nessuna di queste caratteristiche può renderlo una persona debole. Assicuratevi che sappiano farsi valere.
  • Allo stesso modo, l’attrazione per gli uomini (o chiunque altro, a dirla tutta) non annulla la forza del personaggio femminile. Fate in modo che dia più valore a se stessa che alle attenzioni del suo interesse amoroso.
  • Come ho detto sopra, non abbiate paura di creare personaggi gentili e pacati, ma attenzione a non renderli “bambineschi”, o dargli una caratterizzazione emotivamente infantile.
  • Un buon consiglio per creare donne gentili, pacate e riservate è quello di osservare i personaggi maschili nei media che corrispondono a questa descrizione. Poiché nei media popolari è raro che i personaggi maschili siano infantilizzati al pari delle donne, vi farete un’idea più chiara su come dovrebbe essere un personaggio a tutto tondo.

3. Irene Adler (ovvero: la cazzuta senza zanne)

Irene Adler (Lara Pulver)

Chi è: 

Sì, è un’altra donna di Sherlock, fra le quali solo la signora Hudson pare ne sia uscita con la sua dignità e caratterizzazione intatte. Nei libri, Irene e Sherlock non hanno alcuna connotazione romantica, il legame si fonda solo attraverso l’irritazione e il rispetto di Sherlock per la sua intelligenza notevole. Nella serie, è una storia totalmente diversa.

Esempi:

Irene è un personaggio cazzuto che si trasforma in una damigella in pericolo in lacrime a causa del suo amore incontrollabile per il protagonista maschile della serie. Non aiuta neppure il fatto che sia una lesbica dichiarata che s’innamora di un uomo, cosa che, a meno che tu non sia una donna che ama le donne e scrive di un personaggio che scopre di essere bi/pansessuale, io non consiglierei mai di fare per nessun motivo. Irene viene sconfitta e in seguito salvata da Sherlock: tutt’altra cosa rispetto alla batosta che lei gli infligge nei libri.

Come evitarla:
  • Se avete creato un personaggio femminile cazzuto, permettetele di essere davvero cazzuta, e mostratecelo per tutta l’opera invece di lasciare che siano gli altri personaggi a dirlo. Neppure un pugno o un calcio bastano: voglio vedere questa pollastrella saltare dagli aerei.
  • Detto questo, “cazzuto” non significa insensibile. Il problema non è il fatto che Steven Moffat ci abbia mostrato una Irene che prova sentimenti per qualcuno, ma è come ha gestito il tutto.
  • Quando creiamo un personaggio che prova attrazione per uomini e donne, diciamo chiaramente che è bisessuale o pansessuale. Quello che volete, basta che non diciate che è etero o gay a seconda della situazione in cui si trova.

4. Becky (ovvero: la stupratrice da commedia)

Becky (Emily Perkins)

Chi è: 

Supernatural è una serie di grande successo, ma che ha certamente alcuni punti deboli. Non è molto eterogenea, il trattamento riservato alle donne è impari e si avverte una sottile violenza sessuale: tutti e tre i personaggi principali hanno dovuto farci i conti in un modo o nell’altro (Dean viene ripetutamente molestato da demoni femminili, un mietitore mascherato abusa sessualmente del puro Castiel, e il concetto di sesso durante la possessione demoniaca suscita qualche perplessità). È raro che sia menzionata in seguito, e normalmente è usata come mezzo per riderci sopra. Forse l’esempio più calzante di tutto questo è Becky.

Esempi: 

Becky rapisce Sam, lo lega al letto e lo bacia contro la sua volontà. Poi lo droga, anche se si tratta di un filtro d’amore, ed è implicitamente inteso che faccia sesso con lui mentre è sotto l’effetto della pozione.

Come evitarla:
  • Lo stupro maschile non è uno scherzo. Ancora oggi i media prendono molto più seriamente lo stupro verso le donne rispetto a quello verso gli uomini, in particolare le donne contro gli uomini, e posso assicurarvi che non è meno grave.
  • Informatevi sulle statistiche relative agli abusi sessuali: per esempio, all’incirca il 38% delle vittime di violenza sessuale sono uomini, e circa uno studente universitario su sedici ha dichiarato di avere subito abusi sessuali.
  • Inoltre, tenete presente che nel 46% di tutti i casi di stupro ai danni di uomini il carnefice è una donna.
  • Potete saperne di più leggendo questo articolo interessante (in inglese).
  • In altre parole, trattate il tema dell’abuso sessuale contro gli uomini tanto seriamente quanto fareste con il tema dell’abuso sessuale contro le donne.

5. Hermione dei film (ovvero: l’essere sovrumano perfetto)

Hermione (Emma Watson)

Chi è: 

Di per sé, la Hermione dei film è strepitosa: è bella, intelligente ed eroica, nonché, probabilmente, il personaggio più utile della serie. Peccato che abbia cancellato molte delle caratteristiche più apprezzabili della Hermione dei romanzi, e anche del Ron dei romanzi.

Esempi: 

La Hermione dei libri è bella, ma non in modo convenzionale: ha ricci enormi e vaporosi, i denti grandi e non s’impegna più di tanto nella cura del proprio aspetto. Nei film, Hermione è sempre perfetta senza sforzi. La Hermione dei libri è intelligente ma anche chiassosa, intrattabile e involontariamente fastidiosa quando parla dei propri interessi. Ha anche dei difetti, per esempio si affanna per stare al passo con il mondo accademico ed è terrorizzata dal fallimento.

La Hermione dei film ha anche sottratto tutte le qualità positive di Ron, oltre a ciò che lo rendeva complementare a lei come coppia: la saggezza di strada di Ron completa l’intelligenza accademica di Hermione. Per esempio, quando in Harry Potter e la pietra filosofale vengono sopraffatti dai rampicanti, lui rimane tranquillo mentre lei va nel panico. Inoltre, nei romanzi, lui la difende contro Piton, invece di uscirsene con uno sciocco: «Be’, sai, ha ragione lui».

Come evitarla:
  • Dai ai tuoi personaggi femminili dei difetti, così come qualsiasi personaggio maschile ben definito. Assicurati di compensarli con una dose adeguata di qualità positive. In tal modo il tuo personaggio femminile sarà completo, dinamico e più interessante.
  • Non è necessario che i tuoi personaggi femminili siano sempre perfetti. Certo, possono essere delle bellezze mozzafiato (soprattutto se per loro l’aspetto è importante), ma sono le imperfezioni fisiche che ci incuriosiscono di più quando immaginiamo un personaggio: la cicatrice di Harry e i capelli spettinati, per esempio. Lo stesso vale per i personaggi femminili.
  • Se il tuo personaggio femminile avrà in futuro un interesse amoroso, fai in modo che le due personalità si compensino. Dai all’interesse amoroso caratteristiche che il personaggio femminile non ha, affinché possano completarsi a vicenda e avere più feeling.
  • In sostanza, crea i tuoi personaggi femminili come se fossero persone.

Traduzione mia.

Fonte: The Caffeine Book Warrior.

Gli omicidi dello zodiaco: un enigma della camera chiusa di Soji Shimada

Soji Shimada ha esordito nel 1981 con il romanzo Senseijutsu satsujin jiken. Nel 2014 è uscita la traduzione inglese e oggi il libro è disponibile anche in italiano con il titolo Gli omicidi dello zodiaco, tradotto da Giovanni Borriello e pubblicato da Giunti Editore.

Dalla quarta di copertina:

«Siamo in Giappone sul finire degli anni Trenta. Heikichi Umezawa, un uomo assai ricco, artista eccentrico, appassionato di astrologia e alchimia, una giovinezza trascorsa a Parigi, una vita all’insegna dell’occultismo, dell’estetismo e del lusso, viene ritrovato morto, il cranio sfondato da un oggetto appuntito, nel suo studio chiuso a chiave dall’interno.

È mattina e ha nevicato per tutta la notte, non ci sono tracce e tutti i possibili sospetti hanno alibi di ferro. L’artista ha appena completato l’ultimo di una serie di dipinti di soggetto astrologico. Ma soprattutto, tra gli appunti di Umezawa, gli inquirenti scoprono un progetto assurdo e mostruoso: la creazione di Azoth, l’essere femminile perfetto, assemblando parti del corpo di due sue figlie, due figliastre e due nipoti.

Ognuna di queste ragazze, tutte vergini comprese tra i diciotto e i venticinque anni, appartengono a segni astrologici diversi e ideali per formare la creatura che costituisce l’ispirazione e il sogno di ogni alchimista.

Il fatto è che, poco tempo dopo la morte dell’artista pazzo, le sei ragazze Umezawa vengono effettivamente uccise e ritrovate, variamente smembrate, in luoghi diversi dell’arcipelago nipponico, ciascuno con una precisa valenza magica e simbolica.

Chi ha ucciso Heikichi Umezawa? E chi ha messo in pratica il suo orrendo delirio? La Seconda guerra mondiale e la catastrofe del Giappone interrompono le indagini, ma trent’anni dopo un famoso maestro astrologo, appassionato di investigazioni, e il suo giovane assistente riprendono le fila di quel cupo enigma…»

Le mie impressioni

The Guardian ha definito Gli omicidi dello zodiaco uno dei migliori esempi di giallo della camera chiusa. Non ho letto molti romanzi di questo genere, perciò non posso confermare o smentire. Quello che posso dire per certo è che l’autore pianifica il mistero accuratamente e lo risolve in maniera impeccabile.

Di questo romanzo mi hanno colpito in particolare due aspetti. Il primo è l’ambientazione: la vicenda è radicata nella storia e nella cultura giapponese. Dagli eventi storici ai luoghi, dalle città agli usi quotidiani, il romanzo permette di fare un viaggio in Giappone senza spostarsi da casa.

Il secondo aspetto riguarda la costruzione della trama. L’autore crea una storia complessa, irrisolvibile solo in apparenza, e si premura di fornire subito tutti i dettagli utili per risolvere il mistero. In alcuni casi interviene direttamente e si rivolge al lettore sfidandolo a risolvere l’enigma prima del detective Kiyoshi Mitarai. Come in ogni giallo abbondano le piste false e le deviazioni, ma non ci sono inganni o sotterfugi: usando la logica e le capacità deduttive si può arrivare alla soluzione.

Poiché i detective risolvono il caso quarant’anni dopo, i protagonisti del giallo rivivono attraverso le loro descrizioni. Un alone di misticismo e di oscurità permea le pagine di questo romanzo, in particolare sugli elementi astrologici che alimentano i delitti ispirati allo zodiaco.

L’unico appunto che si potrebbe fare è che i personaggi non sono sempre tratteggiati in maniera efficace. È comunque un dettaglio che non sminuisce la bontà dell’opera, dal momento che la lettura è piacevole e scorre veloce.

Per concludere, consiglio Gli omicidi dello zodiaco agli appassionati di gialli e anche a chi non ha particolare familiarità con questo genere e vuole comunque leggere una bella storia avvincente.

Voto: 8,5

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Le 22 regole essenziali dello storytelling secondo la Pixar

Quante volte, dopo avere visto un film della Pixar, ci siamo domandati come fanno i loro sceneggiatori a raccontare storie perfette, con trame appassionanti e personaggi così ben caratterizzati?

Emma Coats è una ex story artist della Pixar. Nel corso degli anni ha raccolto svariate perle di saggezza e le ha sintetizzate in ventidue regole utili per lo storytelling. A mio avviso queste regole sono valide sia per la scrittura di sceneggiature sia per la narrativa.

Eccole qui, da me tradotte:

1) Ammiri un personaggio per i suoi sforzi piuttosto che per i suoi successi.

2) Devi tenere a mente cosa è interessante per il pubblico, non cosa ti diverte fare come scrittore. Possono essere due aspetti molto diversi.

3) Cercare di ottenere il tema della storia è importante, ma non capirai mai di cosa tratta realmente finché non l’avrai finita. Ora riscrivi tutto.

4) C’era una volta ___. Ogni giorno, ___. Un giorno ___. A causa di questo, ___. A causa di quello, ___. Finché, alla fine ___.

5) Semplifica. Metti a fuoco. Unisci i personaggi. Salta le deviazioni. Avrai la sensazione di perdere materiale importante, ma ti farà sentire libero.

6) In cosa eccelle il tuo personaggio? Cosa lo fa sentire a proprio agio? Buttagli addosso il suo esatto opposto e mettilo alla prova. Come si comporterà?

7) Elabora il finale prima ancora di avere pensato alla parte centrale. Dico sul serio. Il finale è difficile, lavoraci immediatamente.

8) Finisci la storia, lasciala perdere anche se non è perfetta. In un mondo ideale avresti entrambe le cose, ma vai avanti. La prossima volta andrà meglio.

9) Quando ti blocchi, elenca quello che NON dovrebbe capitare in seguito. Spesso e volentieri, il materiale che ti sbloccherà comparirà da sé.

10) Smonta le storie che ti piacciono. Gli elementi che apprezzi in queste storie sono una parte di te: devi riconoscerli prima di poterli utilizzare.

11) Mettere le idee su carta ti consente di sistemarle. Se l’idea perfetta resterà nella tua mente, non la condividerai mai con nessuno.

12) Ignora la prima cosa che ti viene in mente. E la seconda, terza, quarta, quinta: togli di mezzo l’ovvietà. Sorprendi te stesso.

13) Dai delle opinioni ai personaggi. Un atteggiamento passivo/malleabile potrebbe essere piacevole durante la scrittura, ma è veleno per il pubblico.

14) Perché devi raccontare proprio QUESTA storia? Quale convinzione arde dentro di te che alimenta la tua storia? Questo è alla base di tutto.

15) Se fossi il tuo personaggio, in questa situazione, come ti sentiresti? La sincerità dà credibilità alle situazioni incredibili.

16) Qual è la posta in gioco? Dacci un buon motivo per tifare per il personaggio. Cosa succederà se non ci riuscirà? Gioca contro di lui.

17) Nessun lavoro è mai sprecato. Se non funziona, lascia perdere e prosegui: ti tornerà utile più avanti.

18) Devi conoscere te stesso: la differenza tra fare del tuo meglio e preoccuparti inutilmente. La storia è il test, non la raffinazione.

19) Le coincidenze per mettere nei guai i personaggi sono ottime. Le coincidenze per tirarli fuori dai guai sono un imbroglio.

20) Esercizio: prendi gli elementi costitutivi di un film che non ti piace. In che modo li ricombineresti per creare qualcosa che ti piace?

21) Devi identificarti con la situazione/personaggi, non puoi scrivere soltanto “figata”. Che cosa farebbe comportare TE in quel modo?

22) Qual è l’essenza della tua storia? Il modo più economico di raccontarla? Se lo sai, puoi partire da lì.

Fonte: Pixar-animation weebly.

Rémy, il topino di Ratatouille (2007)

Aurora nel buio: l’ultimo thriller firmato da Barbara Baraldi

Lo scorso maggio è uscito il nuovo romanzo di Barbara Baraldi, Aurora nel buio (Giunti Editore), un thriller psicologico ambientato in una cittadina immersa nelle nebbie della bassa emiliana. Il primo romanzo che ho letto di Barbara Baraldi è stato Lullaby. La ninna nanna della morte nel 2010 (Castelvecchi) e da allora mi sono innamorata dello stile sensuale e oscuro di questa scrittrice.

Trama

Aurora Scalviati era la migliore profiler della polizia. Una notte, durante un conflitto a fuoco, le schegge di un proiettile le si conficcano nella tempia. Da quel momento Aurora combatte contro un disturbo bipolare e dolori lancinanti alla testa che la costringono a sottoporsi alle cure più drastiche, perfino l’elettroshock. Tempo dopo, Aurora sarà trasferita a Sparvara, una  cittadina della bassa emiliana, pacifica soltanto in apparenza. Il giorno del suo arrivo, una donna viene uccisa brutalmente, il marito è scomparso e l’assassino ha rapito Aprile, la figlia della coppia. Nonostante sia osteggiata da tutti, Aurora sa di avere poco tempo per risolvere il caso e salvare la bambina. La ricerca della verità sarà piena di ostacoli e la costringerà a confrontarsi con le sue paure più profonde.

Impressioni

È un romanzo che ha il potere d’incollarti alle pagine. I capitoli brevi contribuiscono a mantenere il ritmo serrato. In questo modo è facile lasciarsi prendere dalla lettura e continuare fino alla fine. I dialoghi sono ben costruiti e non mancano riflessioni profonde. In alcuni passaggi l’ambientazione è horror e ho davvero tremato di paura. Gli indizi si susseguono e la storia si dipana con colpi di scena in rapida sequenza.

Questo romanzo è un thriller, con un serial killer psicopatico, il Lupo Cattivo, che compie delitti atroci e il detective, Aurora Scalviati, che cerca di mettere insieme i pezzi del puzzle per arrivare alla sua cattura. Tuttavia, non è soltanto questo: alternata alla trama del thriller s’intreccia la vicenda umana di Aurora. Ho empatizzato molto con Aurora, ma anche con Bruno, il suo partner lavorativo. Aurora è un personaggio complesso: è malinconica, decisa, forte ma fragile allo stesso tempo. Bruno è determinato, protettivo, ma nasconde il suo lato vulnerabile sotto una spessa corazza.

Ho notato che il tema ricorrente di questo romanzo è il rapporto con il passato, con gli errori commessi e gli eventi dolorosi che costringono a rimettere tutto in discussione. I personaggi sono messi di fronte ai loro demoni e devono affrontarli se vogliono continuare a vivere. Aurora ha vissuto un evento traumatico che ha scardinato tutta la sua esistenza. Anche Bruno ha un segreto inconfessabile che condiziona il suo presente. Perfino nei personaggi secondari risuona una profondità e complessità che li rende autentici e affascinanti.

Il mistero legato al Lupo Cattivo e al messaggio oscuro scritto col sangue, “Tu non farai alcun male”, ha una risoluzione inaspettata ma perfetta, che si ricollega in parte a eventi lontani accaduti nella Bologna del 1349.

Consiglio Aurora nel buio perché è un romanzo scritto benissimo, con una trama solida, un ritmo serrato come i thriller migliori, ma che ti fa anche provare forti emozioni.

Voto complessivo: 9

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Better Call Saul: perché recuperare lo spin-off di Breaking Bad

Si è conclusa da poco la terza stagione di Better Call Saul, lo spin-off di Breaking Bad incentrato su Saul Goodman, l’avvocato intrallazzatore che tirava fuori dai guai Walter White e Jessie Pinkman. La serie è stata creata da Vince Gilligan, già ideatore di Breaking Bad, e Peter Gould. Il primo episodio è andato in onda l’8 febbraio 2015 sulla rete statunitense AMC. La serie ha all’attivo tre stagioni, per un totale di trenta episodi.

Bisogna dire che quando si parla di spin-off c’è sempre una vena comprensibile di scetticismo. In particolar modo se si tratta di Breaking Bad: una serie amatissima e da molti considerata un capolavoro. Lo spin-off può sembrare un tentativo di mungere la vacca grassa che alla fine distrugge un prodotto già di per sé perfetto. Per fortuna questo non è il caso di Better Call Saul. Qui di seguito vi spiego perché recuperare questa serie se ancora non lo avete fatto.

Per godersi Better Call Saul non è necessario avere visto Breaking Bad

La serie si svolge qualche anno prima degli eventi di Breaking Bad. Anche se i personaggi principali sono ripresi dalla serie madre – l’avvocato Saul Goodman (Bob Odenkirk) e il faccendiere/sicario Mike Ehrmantraut (Jonathan Banks) – non è fondamentale avere visto Breaking Bad per apprezzare Better Call Saul.

Mike (Jonathan Banks) e Jimmy (Bob Odenkirk)

Ovviamente i rimandi a Breaking Bad sono tantissimi e in alcuni casi lo spin-off spiega e approfondisce aspetti che nella serie madre erano appena accennati. Tuttavia, il pregio di questo spin-off è che la trama è autonoma e si regge perfettamente sulle proprie gambe senza aver bisogno della serie madre. Naturalmente non mancano i colpi di scena e i momenti di pathos. È evidente che la mano dietro a entrambe le serie sia la stessa: si riconosce la cura maniacale dei dettagli, la scrittura delle scene e dei dialoghi, la fotografia e la regia impeccabili.

I personaggi principali e secondari sono caratterizzati perfettamente

La storia di Better Call Saul segue due strade ben delineate: la prima riguarda Saul, al secolo Jimmy McGill, e le sue vicende con lo studio di avvocati, il rapporto di complicità con la collega e amica Kim Wexler (Rhea Seehorn) e quello più difficile con il fratello Chuck (Michael McKean) e la sua malattia. La seconda strada è quella che segue Mike ed è legata alla criminalità: gli scontri con la banda di narcotrafficanti guidati da Hector Salamanca (Mark Margolis) e il suo collaboratore Ignacio “Nacho” Varga (Michael Mando).

Jimmy (Bob Odenkirk) e Chuck (Michael McKean)

In Breaking Bad Saul era più che altro una figura comica di poco spessore. Invece, in Better Call Saul, Jimmy diventa un personaggio complesso: è un uomo in perenne conflitto con il fratello, che cerca di adeguarsi a un mondo che non ha niente di buono e che lo respinge in continuazione. Mike era già un personaggio ben caratterizzato: laconico e pragmatico, era circondato da un alone di mistero e suscitava ammirazione. In questa serie si aggiungono dettagli che lo approfondiscono di più e lo rendono ancora più amato.

Kim (Rhea Seehorn) e Jimmy (Bob Odenkirk)

Il discorso vale anche per i personaggi nuovi, inclusi i secondari. Per esempio Chuck, avvocato brillante ma affetto da una malattia che lo rende sensibile alle fonti di elettricità e il suo rapporto conflittuale con Jimmy. Oppure l’avvocato Kim Wexler, una donna intelligente e gran lavoratrice, amica e un po’ complice di Jimmy. O Nacho Varga, lo scagnozzo di Hector Salamanca, che sebbene lavori per i narcotrafficanti è disposto a tutto pur di proteggere i suoi cari. Ogni personaggio di Better Call Saul, che sia principale o secondario, ha un suo particolare carattere e una sua dimensione psicologica approfondita.

Nacho (Michael Mando) e Hector (Mark Margolis)

Concludendo

Vista la quantità spropositata di serie televisive che sono in circolazione, purtroppo non tutte di gran valore, è raro imbattersi in un prodotto di elevata qualità come questo. Quando finivo una stagione di Breaking Bad mi dicevo: «È impossibile che la prossima sia meglio di questa», e invece puntualmente mi ricredevo perché era un miglioramento continuo. Con Better Call Saul sta succedendo lo stesso: cresce di volta in volta. La mia unica speranza, al momento, è che venga rinnovato per una quarta stagione. Incrociamo le dita.


Aggiornamento del 27 giugno 2017: AMC ha confermato il rinnovo di Better Call Saul per la quarta stagione. Fonte: Variety.

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